UMBRIA - TOSCANA

25 / 28 APRILE 2002

in giro con BMW MOTO CLUB TRENTINO

Benvenuti amici al primo fine settimana del 2002.

BUONA STRADA e BUON DIVERTIMENTO!

 

Un piccolo accorgimento ed informazioni varie:

à Ad ogni pilota sarà affidato una fascia di colore "GIALLO" da indossare sul braccio sinistro; questo ci permetterà di non confonderci con altri amici motociclisti di altre compagnie!

à E' opportuno partire sempre con il serbatoio PIENO!

In genere le soste per il rifornimento sono previste circa ogni 200 Km.

à Il nostro percorso è particolarmente articolato, andremo infatti ad utilizzare tratti autostradali (consigliabile velocità costante e non superare i 140 km/h! in caso di ingorghi sgattaiolare seguendo la prima moto!), nei percorsi stradali principali e secondari è opportuna una guida comunque con velocità il più vicine possibile ai limiti consentiti; attenzione ai semafori (se arriva il giallo non cerchiamo di fare le corse, chi ci precede dovrà tenerne conto e rallentare la testa del gruppo!).

à REGOLA de ORO viaggiando in gruppo, ogni componente è responsabile della moto che lo segue!!! Così facendo non avremo nessun genere d'inconveniente! E l'eventuale problema verrà subito affrontato!

à Avremo alloggio presso due Agriturismo, Villa Bice

"VILLA ZAMPINI, 44 - 06011 CERBARA CITTA' DI CASTELLO (PG) ITALY Phone/Fax +39 075 8511430" Come trovarlo: http://www.villabice.it

e Country House Macrì Club

Lerchi - Città di Castello Voc. Cugnano - C.A.P. 06012 (Perugia)

Tel. +39 75 8522115 Cell.+39 339 7094720 Come trovarlo (MERITA!!) : http://www.countryhousemacri.it/

questi distano circa 4 Km tra di loro, e 7 Km da Città di Castello

à Le cene saranno presso i seguenti ristoranti:

giovedì presso il Ristorante presso Macrì Club.

venerdì presso il Ristorante Trattoria LEA Città di Castello. Via S.Florido 38 / 075/8521678

à sabato presso il Ristorante Fiorentino Sansepolcro. Un link IMPORTANTE :

http://www.emmeti.it/Welcome/Toscana/Provarezzo/Valtiberina/Sansepolcro/Alberghi/Fiorentino/index.it.html#

 

à Pranzi

Non si è provveduto a fissare anche la ristorazione per i pranzi, cercheremo in base alla situazione del momento la soluzione più idonea e congegnale.

A molto cose si è pensato! a tutto ci riusciremo al prossimo viaggio! ?

Road Book giovedì 25 Aprile 2002

Ora

Località

E strade da percorrere!

Km Progressivi

08.45 Trento (presso Elaberg!)

0

09.00 Imbocchiamo la (A22)

2

09.45 Verona Nord incontriamo i coniugi Gaida

95

10.45 Stazione di servizio Campogalliano

170

11.10 Imbocchiamo la (A1) direzione Bologna (attenzione possibili cantieri!)

178

11.35 Prendiamo la (A14) Bologna Taranto (ocio al caos!)

210

12.45 Usciamo a Faenza (SP8)

275

13.00 Dirigiamo a Forlì (SS9)

290

13.30 Ci portiamo a Rocca San Casciano (SP56)

320

14.00 Percorrendo la (SS67) incontreremo il Passo del Muraglione Sosta(foto di rito! e spuntino!) si riparte dopo 45 minuti

347

15.00 Arriviamo a Dicomano Fare Rifornimento (SS67)

367

15.50 Passando per Londa Arriviamo a Stia (SS556)

400

16.05 (SS310) (SS70) (SS71) Bibbiena

420

16.35 Passando per Pieve Socana (SP58) Zenno, Sabbiano, (SS71) Arezzo.

450

18.00 Percorrendo la (SS73) (E78) in direzione Staggiano, Palazzo del Pero, Le Ville, Monterchi, (SS221) + (SP100)arrivo a Cerbara.

490

La vacanza inizia dal momento che indossiamo il casco e accendiamo i motori! Ed allora Via si parte, ecco alcune piccole informazioni su alcune delle località che andremo ad incontrare:

Faenza: Altitudine 34 m. sul mare - 54.000 residenti

 

Forlì: città (comune di 228,12 km2, con 110.000 ab. capoluogo della provincia di Forlì-Cesena, a 34 m, lungo la via Emilia. Mercato agricolo (bestiame, frutta, ortaggi) con industrie alimentari, meccaniche, tessili, chimiche, calzaturiere e dei laterizi. Monumenti: chiesa romanica di S. Mercuriale, duomo di S. Croce del XIII sec., gotico palazzo del Podestà (1640).

 

Il MITICO Passo del Muraglione

Ragazzi noi siamo in vacanza non in gara con il mondo a 2 ruote! ;-) a buon intenditore !

 

 

Dicomano: a 162 m s.m. nella Val di Sieve, alla confluenza del t. San Godenzo col f. Sieve. Comune di 61,76 km2 con 4510 ab; produzione di cereali, olive e uva; attività silvo-pastorali e artigianato dell'abbigliamento. Oratorio neoclassico.

Bibbiena (AR), comune: 10.900 ab., a 425 m s.m. Centro agricolo, industriale e commerciale nel Casentino. Lanifici. Edifici monumentali del Medioevo e del Rinascimento

 

 

 

Arezzo: città (comune di 92.000 ab.) della Toscana, capoluogo della provincia omonima, a 296 m s.m. in una conca della Val di Chiana. È mercato di prodotti agricoli e sede di industrie meccaniche, calzaturiere e tessili, ma

 

è soprattutto città d'arte. La provincia di Arezzo è prevalentemente agricola. § Ceramica aretina, vasi di argilla finissima coperti da una lucida vernice rosso corallo.

 

 

 

Città di Castello

Cambiò più volte il suo nome, gli etruschi la chiamarono Tiferno, i romani Tifernum Tiberis. Dopo la distruzione da parte dei Goti di Totila fu ricostruita col nome di Castrum Felicitatis prima e Vicitas Castelli poi. Antico comune guelfo nel XII secolo ma con breve e difficile autonomia a causa di pontefici romani, imperatori, e altre città tipo Perugia e Firenze che la costrinsero a sostenere alleanze e guerre che si risolsero poi a suo discapito. Centro di sanguinosi scontri nel XV secolo tra le fazione guelfe e quelle ghibelline. Nel XIV e XV secolo finalmente Città di Castello godrà di un periodo artisticamente positivo, grazie ai numerosi pittori senesi che qui si stabilirono, e alla costruzione di nuovi importanti edifici. Famosa per l'arte tipografica introdotta già dal XVI secolo quando tornò a far parte dello stato della chiesa, ha subito negli anni seguenti l'influenza della Toscana poiché passò nel 1860 a far parte del Regno d'Italia.

 

 

 

Road Book Venerdì 26 Aprile 2002

Ora

Località

E strade da percorrere!

Km Progressivi

09.00 Cerbara

0

09.30 Dirigiamo verso Umbertide qui potremo scegliere la (E45) da percorrere fino a Foligno

26

  In prossimità di Foligno

RIFORNIMENTO

11.00 Foligno

85

13.00 Direzione Vesca - Scanzano (SS3) per Valtopina

102

13.20 (SP249) Assisi sosta pranzo un'ora circa

122

15.30 Percorrendo la (SS444) passando per Piano della Pieve, Grello, Pastina, (SS3) Osteria del Gatto, (SS318) + (SS219) arriviamo a Gubbio.

184

17.15 Direzione Semonte (SS219) + (SP204) Pietralunga.

205

18.00 Proseguiamo su (SP106) direzione Ronchi, Città di Castello e Cerbara.

237

 

Foligno

Antico borgo assoggettato a Roma nel 295 a.C., prese il nome di forum Flaminii (oggi S.Giovanni Profiamma). Ripetutamente distrutta da diversi terremoti e dall'invasioni di Lituprando, dei Saraceni (nel 881) e degli Ungari (nel 915 e nel 924), i suoi abitanti si reinsediarono nel territorio vicino al campetto dove era sepolto San Feliciano, cambiando di volta in volta nome alla città: i nomi furono in successione Castellum San Felicianum, Civitas Nova Fulginii, Fulginia ed infine Foligno. Nel XII secolo si ampliò in quanto la città diventò attrattiva per i borghi vicini ed anche per merito di Federico Barbarossa che le confermò i privilegi su Bevagna e Montefalco. Fu probabilmente per questo motivo che Foligno divenne punto di appoggiò dei Ghibellini, diventando così rivale di Perugia, città Guelfa. Agli inizi del XIII sec. fu annessa allo Stato Pontificio, che favorì lo sviluppo della città con l'insediamento di attività commerciali e industriali. Nel 1227 Corrado Guiscardo, per conto di Federico II, occupò la città, diventando così il centro ghibellino più importante; ma le continue pressioni e guerre con i comuni limitrofi (su tutti Perugia), di fede Guelfa, ne provocarono la capitolazione per mano del vicario pontificio Rinaldo Trinci, che ne divenne Signore nel 1310. Sotto la Signoria dei Trinci Foligno conosce il massimo splendore, divenendo una delle Signorie più importanti d'Italia; splendore che via via si affievolì dopo la morte di Nicola Trinci nel 1424, ed alla quale pose fine, con il suo avvento, Corrado III il quale nel 1439, a sua volta, fu sconfitto dall'esercito pontificio che, così, si impadronì della città, ponendo definitivamente fine ad una delle Signorie più splendenti d'Italia. Nel 1470 vi fu introdotta l'arte della stampa e della tipografia, ed è proprio a Foligno che fu stampata la prima edizione della Divina Commedia. La città fece parte della Repubblica Romana

dopo l'invasione napoleonica (1799), ed al Regno d'Italia dal 1809 al 1814. Partecipò, nel 1831 e nel 1848, ai moti carbonari, con l'annessione, il 14 Settembre 1870, all'Italia unita. Foligno è la città del gioco della "Quintana", termine con il quale s'intende l'anello tenuto in mano da un fantoccio, che il cavaliere deve infilare con la lancia. I rioni che si fronteggiano sono dieci; ogni rione apre la propria taverna nella quale vengono offerti piatti tradizionali e vino

ASSISI

Dalle noitizie che si hanno sembra che la sua esistenza risalga al 1800 a.C. Nel XII secolo fu teatro delle invasioni barbariche che caraterizzarono un periodo di decadenza che ebbe fine solo quando iniziarono a svilupparsi i centri monastici, ed è sempre in questo secolo che nacque il cittadino più illustre di Assisi, San Francesco Dopo l'assoggettamento all'impero, Assisi tenta di ribellarsi ma va a finire sotto il potere di Federico Barbarossa. Assisi ha sempre combattuto su diversi fronti, contro l'impero, contro il Papato, contro le città vicine ed infine ha affrontato lotte anche interne. La città per un periodo sembrava divisa in due la parte "de sotto" e la parte "de sopra". Oggi queste lotte vengono ricordate tutti gli anni nei primi giorni del mese di maggio, con la famosa festa del "Calendimaggio". Uno dei migliori periodi per Assisi fu tra il XIII e XIV secolo, quando sotto l'influsso della Chiesa vi fu un periodo di ripresa economica, e sempre in questo periodo iniziarono a sorgere chiese francescane, la rocca, e diversi palazzi pubblici. Questo periodo fu solo un parentesi positiva, infatti proprio verso la fine del XIV secolo ricominciarono le lotte interne, le guerre, epidemie, terremoti, e saccheggi. Solo dopo secoli la città risorge, è infatti all'inizio del 1800 che vengono recuperate prima le spoglie di S.Francesco e qualche anno dopo quelle di Santa Chiara. E' grazie a questi ritrovamenti che la città inizia ad assumere un aspetto religioso-spirituale. Assisi oggi è riconosciuta come la capitale mondiale della Pace, vero punto di riferimento per pellegrini e religiosi di tutto il mondo, alla quale attribuiscono un ruolo di fondamentale importanza quando si parla di pace, diritti umani, rispetto della natura, e integrazione fra i popoli di tutto il mondo

GUBBIO

La coferma che "Iguvium" sia stata una città Stato o un simbolo religioso di rilevante importanza, ce lo confermano ampliamente i resti delle mura di un villaggio preistorico che si trova nelle vicinanze della città. Ulteriori conferme provengono dalle "7 Tavole Eugubine", un preziosissimo documento linguistico in caratteri etruschi e latini conservato nel Museo di Gubbio. Nel III secolo a.c.si alleò con Roma e fu eretta a Municipio. Venne distrutta da Totila e fu ricostruita in posizione più elevata e fu munita di due torri di difesa. Riuscì a scampare dall'invasione longobarda ma venne però occupata dai Bizantini. Passò poi alla Chiesa, e nel secolo XI si estese dominando circa un centinaio di castelli. Si alleò con Roma per combattere Annibale, da li in poi ebbe un periodo di splendore che terminò a causa delle invasioni barbariche. In combinazione con la spedizione di 1000 cavalieri alla Prima Crociata inizio a recuperare il suo splendore. Il Patrono della città è S.Ubaldo martire (Vescovo Ubaldo Baldassini) distintosi nelle aspre lotte comunali

 

 

Road Book Sabato 27 Aprile 2002

Ora

Località

Km progressivi

09.00 Cerbara

0

9.40 (SP100) + (SS221) + (SS73) Arezzo (facciamo rifornimento)

40

10.15 (SP21) direzione Viciomaggio Civitella in Val di Chiana

59

10.35 Direzione Oliveto (SP22) Monte San Savino

71

11.00 Su (SS73) direzione le Gorghe (SP24) Rapolano Terme

93

11.20 Direzione Asciano (SP26) + (SS451) direzione Montecontieri, Abbazia di Monte Oliveto Maggiore (visita)

111

12.40 Direzione San Giovanni d'Asso su (SP60) + (SP14) direzione Montisi, poi (SP71) Pienza (pausa Pranzo?)

138

17.10 Su (SS146) Montepulciano

152

17.25 Chianciano Terme (SS146)

160

18.10 Chiusi (SS146)

174

18.40 Direzione Moiano su (SS146) + (SS71) Castiglione del Lago (caffè!)

198

19.00 (SS71) + (SP34) Cortona

220

20.15 Direzione Portole su (SP38) + (SP104) + (SP105) Trestina (rifornimento)

256

  Su (E45) Cerbara

274

 

 
Civitella in Val di Chiana esisteva già, come insediamento, in età etrusco-romana, provata anche dai rinvenimenti di un'urna cineraria con iscrizione etrusca presso Viciomaggio o del cippo sepolcrale rinvenuto nella chiesa di San Pietro a Ciggiano.
Più tardi, alcuni dei luoghi che erano stati insediamenti etrusco-romani, diventeranno forti longobardi, come Gaenne o, appunto, la rocca di Civitella, con le caratteristiche di sorgere su colli notevolmente rialzati e capaci di controllare vaste zone sotto di sè, in generale confluenze fra valli diverse; a partire da questo momento si assistè all'esteso fenomeno dell'incastellamento e, in Val di Chiana, al decadimento della via Cassia, con la nascita di percorsi pedecollinari che collegavano i nuovi piccoli nuclei più facilmente difendibili.
Tra il IX e l'XI secolo l'intera area ebbe un periodo di fondamentale sviluppo, legato al diffondersi di pievi, monasteri, badie e ospedali, sorte lungo le antiche vie romane e le nuove strade medioevali. A partire da questo periodo si hanno sempre maggiori notizie del castello del "feudo di Civitella", che dopo il Mille passò al vescovo di Arezzo. Il castello venne chiamato 'Civitella del Vescovo' per la sua appartenenza ai Vescovi di Arezzo, che l'avevano eletto a capoluogo del loro viscontado in Val d'Ambra.
Guglielmino degli Ubertini

Divenuto nel 1248 vescovo di Arezzo a soli 29 anni, Guglielmino degli Ubertini (1219-1289), di famiglia ghibellina, per contrasti con il Comune della città decise di porsi a capo della fazione guelfa e si ritirò a Civitella. Tornato ad Arezzo, in pochi anni ottenne il controllo della città. A partire dal 1280 si spostò sempre più verso la fazione ghibellina: cacciato dalla città, tra il 1284 e l'85 riuscì di nuovo ad avere la meglio sui guelfi grazie all'aiuto di Buonconte da Montefeltro, il capo ghibellino che gli sarà accanto nella fatale battaglia di Campaldino. Nel 1288, i due sconfissero i senesi a Pieve al Toppo, ma l'anno seguente, nella piana di Campaldino, dovettero misurarsi con le soverchianti forze dell'esercito fiorentino, perdendo la vita sul campo.

Nel XIII secolo, Civitella subì la sua prima distruzione e fu ricostruita nel 1272 per ordine del vescovo di Arezzo Guglielmino degli Ubertini: dopo la battaglia di Campaldino (1289), Civitella venne occupata dai fiorentini; tornato ai vescovi di Arezzo nel 1311 vi fu stipulata una pace fra il vescovo Ildebrandino dei conti Guidi di Romena e gli ambasciatori dell'imperatore Arrigo VII, che segnò un periodo di allentamento nelle guerre fra guelfi e ghibellini

Gli statuti di Civitella

Nel 1501 Civitella decise di attuare una revisione degli antichi statuti, traducendoli in volgare ed aggiornandoli con nuove disposizioni. Il 21 luglio 1553 vennero autorizzati nuovi Statuti, con una struttura abbastanza simile a quelli del 1551. Grandi novità furono apportati negli Statuti del 1591, che affidavano al Podestà di Civitella la competenza criminale per i reati inferiore alle 50 lire, ma vi era molto ridotta l'autonomia locale a favore della legislazione fiorentina. Tutta la Podesteria di Civitella entrerà comunque in crisi a partire dagli inizi del XVIII secolo fino ad essere smantellata nel 1808, quando entrerà in vigore, anche in Toscana, la legislazione napoleonica prevista dal Codice civile francese. Nel 1838 infine la Podesteria venne soppressa e tutte le competenze passarono l'amministrazione di M onte S.Savino.

Nel corso del Trecento, il castello seguì le sorti di altri castelli del contado aretino, alternandosi tra il dominio dei vescovi di Arezzo e quello della repubblica fiorentina, alla quale passò definitivamente nel 1384, diventando sede di Podesteria.
Nel 1554, Civitella venne attaccata dalle truppe senesi di Pietro Strozzi e difesa da Paolo da Castello, capitano al servizio di Cosimo I dei Medici.
La podesteria trecentesca fu successivamente eretta in comunità nel 1774, in occasione del riordino territoriale e della riforma amministrativa voluta dal granduca Pietro Leopoldo.

 

La strada dei Mercanti

In epoca Leopoldina questa arteria venne utilizzata come via secondaria per trasportare il grano dalle fattorie della Valdichiana al Valdarno passando per la Valdambra, ma il tracciato esisteva sin dal Medioevo. Esso toccava alcune località rinomate per i mercati e per le fiere, come Caggiolo, Mercatale, Selvapiana, Levane. Il percorso partiva presumibilmente nei pressi della Fattoria di Fontarronco, passava da Spoiano, costeggiava il Leprone, arrivava poi a Caggiolo e alla Palazzina, per scapicollare subito dopo il passo di Mercatale. Lasciato l'attuale territorio di Civitella correva lungo la Trove verso la Valdambra per arrivare infine a Levane. Sull'origine romana della strada non esiste accordo tra gli studiosi.

 

Monte San Savino

Sull'antico Palio savinese, detto di Santa Maria d'Agosto perchè si svolgeva il 15 di questo mese, si hanno notizie documentate solo dal 1471, anche se la manifestazione è certo più antica. Questa non era una corsa contradaiola, aperta bensì a cavalierei provenienti da diverse località il cui bando avveniva nella piazza ialta donde moveva la sfilata lla volta della Ruga Maestra. In uno splendido insieme di colori, di addobbi e di movimento - in cui risaltavano, oltre ai cavalieri e al popolo infesta, i maggiorenti della comunità, i trombetti, i tamburini e i soldati tenuti a mantenere l'ordine - al suono del campanone della torre del palazzo pretorio i cavalieri si portavano quindi alle mosse slanciandosi su un percorso che comprendeva quasi sicuramente la costa del Mulino. La consegna del palio al vincitore concludeva la gara, mentre la festa continuava per tutta la giornata.

Anche il Gioco del pallone col bracciale, che è assai probabile che fosse praticato già verso la fine del '500, incontrò il favore di numerosi appassionati praticanti in Monte San Savino, ove nacquero giocatori di fama anche nazionale (Agostino e Augusto Frullani e Dante Ulivi, fra gli altri). Sport di tipo sferistico, si svolgeva in un campo apposito provvisto di un muro d'appoggio in cui si incontravano due squadre (ciascuna composta da terzino, spalla e battirore). Dopo la battuta il pallone veniva colpito al volo o al primo balzo alternativamente dalle due squadre fino a quando il palleggio cessava per un fallo o per volata (in quest'ultimo caso la palla, di battuta o di rimessa, andava di là dalla linea di fondocampo, resa imprendibile agli avversari. Inizialmente praticato nella Piazza Ialta, il gioco del "pallone grosso" si svolse a partire dalla fine del '700 in un apposito campo costruito fuori porta San Giovanni lungo le mura castellane. Veri e propri specialisti erano gli artigiani savinesi che fabbricavano i palloni ed i bracciali (i cosidetti "pallonari") ben presto conosciuti ed apprezzati in campo nazionale.

 

RAMPOLANO TERME

Testimoni ancor più significativi di un notevole passato storico restano i due centri principali: il capoluogo, Rapolano Terme, con il Castellare e la Porta dei Tintori; e la frazione di Serre, con le antiche porte della sua cinta muraria, il cassero duecentesco e il maestoso complesso architettonico della Grancia destinato in futuro a contenere esposizioni museali ma che intanto ha prestato il suo nome al vicino "Centro Civico per l'Arte Contemporanea":

Un vero gioiellino di borgo perfettamente conservato che una volta all'anno (la seconda domenica di Maggio) rivive la sua origine medievale con più di 400 persone vestite in costume dell'epoca, che riportano tutti indietro nel tempo.

Il visitatore porterà sempre caro dentro di sè il ricordo di questo territorio, così come non potrà dimenticare i suoi cibi genuini, i piatti tipici locali, il buon vino e l'ottimo olio di questa terra così singolare, generosa e accogliente.


La Congregazione di Monte Oliveto Maggiore ha la sua origine nella vocazione eremitica e poi cenobitica, di alcuni nobili senesi: Bernardo Tolomei (1272-1348), Patrizio Patrizi ed Ambrogio Piccolomini si ritirarono in luogo solitario, detto Accona, poi Monte Oliveto, a circa trenta km. da Siena, desiderosi di istituire "una scuola del servizio divino" (Regola Benedettina).

 

La "Charta fundationis" del monastero Sancta Mariae de Oliveto in Acona

porta la data del 26 marzo1319; tre giorni dopo, i fondatori ricevettero l'abito monastico bianco dal delgato del vescovo di Arezzo, professando la Regola di San Benedetto. Il Beato Bernardo Tolomei, dopo aver dato prova di santità eroica nel luogo di Accona, coronò la sua vita con un atto di eroismo caritativo, morendo con ottanta altri suoi monaci durante la peste del 1348, nel monastero olivetano di Siena. In breve tempo, nella nostra penisola, sorsero monasteri della Congregazione di Monte Oliveto. La santità fu vissuta nei monasteri: oltre il Fondatore, molti monaci raggiunsero la perfezione evangelica e furono maestri ad altri. A questi si deve riallacciare la figura di Santa Francesca Romana (1384 - 1440), che fu figlia devotissima della Congregazione di Monte Oliveto e fondò le Oblate.

Nel '400, secolo d'oro per gli Olivetani, il numero dei monaci superò

le 900 unità con 53 monasteri; nel '500, continuando l'espansione in tutta

Italia, costruirono altri 30 monasteri; nel Seicento altri 10, sempre tutti in Italia. L'Archicenobio di Monteoliveto, che già alla fine del '400 era un edificio come si presenta oggi, non solo è un abbazia celebre per storia ed arte, ma è anche, quale inizio e centro spirituale della famiglia olivetana, il monastero cui si riferisce e fanno capo tutti gli altri monasteri della Congregazione, reso vivo da una numerosa comunità fervida in molteplici attività monastiche. Nei secoli XVII e XIX, dopo un lungo periodo di grande splendore, per santità e opere meravigliose di significato culturale e artistico, anche la nostra Congregazione fu vittima di persecuzioni da parte di diversi governi e cadde sotto il capestro delle Leggi Eversive e della soppressione, ma non estinse; riprese vita verso la fine del secolo scorso in un piccolo monastero a Settignano, vicino a Firenze (1876) e si è sviluppata in modo tale da diventare internazionale. Oggi, dopo il Concilio Vaticano II, che ha invitato tutti gli Ordini a riscoprire il proprio carisma e a viverlo secondo le più autentiche tradizioni, le comunità olivetane, fedeli al carisma originario del loro Fondatore, si danno sempre più una fisionomia specificatamente monastica.

PIENZA

La storia di Pienza è strettamente legata a quella di Enea Silvio Piccolomini nato a Pienza il 18 Ottobre 1405 e diventato Papa nel 1458 col nome di Pio II. Grande umanista Pio II volle trasformare la natia Pienza (Corsignano) da piccolo borgo medioevale (l'antico Castello di Corsignano è conosciuto fin dal 828) in un residenza papale in stile rinascimentale. Del progetto (?) originale del 1459 pensato e disegnato da Bernardo Gambarelli detto il Rossellino (allievo di Leon Battista Alberti) oggi rimangono molti palazzi quattrocenteschi specie lungo corso Rossellino e piazza Pio II (il cuore del paese) su cui si affacciano la Cattedrale ed i principali palazzi storici di Pienza. I lavori durano poco più di tre anni ed il 29 Agosto 1462 per la festività di San Giovanni Battista Pio II consacrava la Cattedrale e inagurava la nuova città di Pienza. Ma ne Pio II e ne il Rossellino potero godere a lungo della loro creatura. Legati da uno strano destino morirono entrambi a distanti di due mesi l'uno dall'altro nel 1464. Il Papa ad Ancona dove stava per imbarcarsi per una crociata ed il Rossellino mentre stava pensando ad una nuova città.

MONTEPULCIANO

Montepulciano, è costruita lungo una stretta cresta di calcare, ad un'altezza dal livello del mare di 605 metri. Il paese è circondato da una cinta muraria e da fortificazioni progettate da Antonio da Sangallo il Vecchio nel 1500 per ordine di Cosimo I. Montepulciano è conosciuto principalmente per l'imponenza dei suoi palazzi rinascimentali, per l'elegante bellezza delle sue chiese e per il "Vino Nobile", uno dei vini toscani più apprezzati a livello internazionale. Il centro urbano si sviluppa lungo un corso che sale lungo la collina raggiungendo la piazza centrale, Piazza Grande, che si trova alla sua sommità.

CHIANCIANO TERME

In epoca etrusca gia nel V sec. a.C., l’odierna Chianciano era sede di un tempio salutare ubicato presso la sorgente Sillene, in cui erano conservate statue in bronzo più grandi del naturale. Le numerose scoperte archeologiche degli ultimi anni hanno riportato alla luce significative testimonianze risalenti fino al sec. VII a.C. Le sorgenti salutari avevano reso celebre questa località già in epoca romana, tanto che il medico Antonio Musa le consigliò al poeta Orazio, il quale vi si recò e ne trasse giovamento. In età romana furono edificate lussuose ville dotate di impianti termali come quelle rinvenute presso Mezzomiglio e le Camerelle. Scarse le notizie sull’epoca altomedioevale, anche se la dedica della chiesa di Sillene a 5. Michele Arcangelo, situata nei pressi di un castellare, potrebbe far ipotizzare una fondazione di età longobarda nello stesso luogo del tempio pagano. Le fonti documentano un castrum presso la località Petroio, a breve distanza dall’Abbazia di 5. Pietro, oggi non più esistente. Tra i sec. XII-XIII Chianciano venne posseduta dai Conti Manenti, Signori di Sarteano. In questo periodo si sviluppò per la sua felice posizione in prossimità della Via Francigena, raggiungendo una certa autonomia giurisdizionale che culminerà nel 1287 con la promulgazione di propri Statuti.

Nel sec. XIV Chianciano venne contesa da Orvieto e Siena, finché nel 1347 entrò a far parte della Repubblica senese. Il moderno sviluppo di Chianciano Terme si deve allo sfruttamento delle numerose sorgenti che con le loro qualità terapeutiche invitano a rilassanti soggiorni nel grande Parco Acquasanta.

CHIUSI

L'Etruria dagli dèi sconcertanti e silenziosi pare abbia avuto in Chiusi (Chamars "circondata da paludi" e poi Clusium) uno tra i suoi più potenti centri abitati: invano i Romani cercarono di far tacere la grande civiltà il cui solo ricordo dava ombra alla loro potenza; invano credettero di sancire la fine di essa con le battaglie vinte al lago di Vladimonio(302-283 a.C.): Chiusi, cosi grave di rilevazioni, sembra oggi vendicarsi del tempo e riproporre intera l'espressione della sua vita e della sua grandezza; Chiusi è forse, oggi, davvero la città più importante della remota Etruria, disvelata e scoperta. Per questo, più che ai vaghi ricordi e alle leggende, la sua storia si affida alle confidenze dirette che possono darci le sue Tombe vive ed enigmatiche come i suoi dèi, gli oggetti, le pitture, le testimonianze di una vita complessa e civile.

Ricorderemo soltanto il famoso Porsenna Re di Chiusi che pare aiutasse Tarquinio, il Superbo a tornare sul trono di Roma (520 a.C.) e suo figlio Arunte, che fù invece battuto dai Romani ad Ariccia (506 a.C.). Tito Livio e Dionigi rammentano il celebre Porsenna, il cui valore lo faceva chiamare addirittura "Re degli Etruschi". Colti, amanti della vita nelle sue più splendide manifestazioni, dovettero essere i Locumoni: ed ora adagiati sui coperchi dei loro sarcofaghi, maliziosi e tranquilli, lasciano a noi l'inquietudine di ricercare, forse invano, il loro linguaggio e il loro mistero.

Sappiamo che nel 391 il territorio subì un'invasione da parte dei Galli Senoni e che nel 296 (quando Chiusi era già diventata una città Romana) Fabio Massimo vi stanziò una legione al comando di L. Scipione vicepretore dell'Etruria; incerta è la notizia d'una battaglia, presso Chiusi, tra Silla e Papiro Carbone di cui farebbe fede un'iscrizione conservata in città. L'età cristiana è testimoniata da due catacombe: il Cristianesimo converte definitivamente Chiusi nel III secolo e si ha ricordo della Vergine Mustiola, chiusina, che fu marterizzata sotto Aureliano.

Il primo documento medievale che ci resta di Chiusi è un atto di donazione nel 1191 in cui il Papa Celestino III concede al Vescovo di quel luogo Monte Venere. E' questo un monte che gioca sulla suggestione dell'ambiente Etrusco, quando uscendo dalle tombe della Scimmia, sotto Montebello, lo troviamo dinanzi, al tramonto, con il suo pino in cima, quasi a vigilare altre sicure rivelazioni. Nelle guerre tra Vitige e Belisario(536), sappiamo da Procopio che Chiusi fu una roccaforte di capitale importanza; e tale si mantiene per tutto il periodo Longobardo; a questo periodo appartiene Regimbaldo, ultimo duca di Chiusi, che fu anche audace predone e molestatore dei confini altrui.

Tra Siena, Perugia, Orvieto, Orvieto è la prima che stabilisca il suo dominio su Chiusi, mentre nel 1231 con le vittorie senesi sui terrotori Orvietani, anche questo paese viene conquistato da Siena. Nel 1289 avvenne presso il ponte di S.Mustiola il combattimento dei Ghibellini contro i Farinata degli Uberti. Varie volte queste città maggiori si contendono il possesso della rocca di Chiusi fino a che nel 1414. Ladislao Re di Napoli conquista tutta la Val di Chiana. Poi, Chiusi passa di nuovi a Siena che scolpisce il suo stemma sulla torre dell'antica fortezza (che risale al XII secolo e comprime una vastissima zona etrusca, di gallerie passaggi). Nel 1552 Ascanio della Cornia conquista la città a Carlo V. Nel 1556 viene assorbita dal potere mediceo. Gli statuti di Chiusi risalgono al 1530.

Sotto i Medici si tenta di bonificare la Val di Chiana e il territorio intorno a Chiusi e questa città si avvia cosi sempre più celermente, ad una resurrezione e valorizzazione. Da quando, nel secolo scorso, furono scoperte le Tombe, non si può sfuggire al fascino di questi luoghi chiusini, poiché qui, molto più apertamente e molto più compiutamente che in qualunque altra zona, si manifesta la civiltà etrusca.

CASTIGLIONE DEL LAGO

Situato su di un piccolo promontorio che si incunea nel lago, il paese castello e' ancora circondato da tutte le sue mura, ed abbastanza lontano dalla zona residenziale moderna per non esserne alterato. Originariamente paese di pescatori e poi zona agricola, Castiglione del Lago e' oggi il piu' importante centro turistico del Trasimeno. Dopo gli Etruschi ed i Romani, nel medioevo il castello fu a lungo conteso fra Perugia, Firenze, Arezzo e Siena, grazie alla sua posizione strategica che ne faceva il maggiore riferimento militare dell'intera area. Passato definitivamente a Perugia alla fine del 1100, nel secolo successivo paese e castello furono completamente ricostruiti per ordine di Federico II di Svevia, e da allora e' giunto ai nostri giorni con poche variazioni. Diventato caposaldo militare dello Stato della Chiesa, nella meta' del '500 il territorio fu concesso da papa Giulio III a suo nipote Ascanio Della Corgna, e nel 1563 fu elevato a marchesato. La famiglia Della Corgna fu insignita del titolo di Duca nel 1623, ma con la morte senza eredi maschi del duca Fulvio Alessandro nel 1647, cesso' di esistere la corte castiglionese ed il paese torno' sotto la giurisdizione pontificia. Nel 1870 il Palazzo fu acquistato dal Comune di Castiglione del Lago che ne fece la propria sede, e recentemente e' stato trasformato in museo.

CORTONA

 

Cortona fu una delle dodici città della confederazione etrusca. Delle sue primitive mura ciclopiche si possono ancora oggi osservare imponenti tratti appena modificati da mura medievali. Salvo pochi bei palazzi rinascimentali, il carattere prevalente degli edifici cortonesi è medioevale e contribuisce a conferire alle strette ed erte strade un aspetto molto suggestivo.
Data la posizione elevata (600 s.l.m.) da ogni punto di Cortona si gode una stupenda vista che abbraccia tutta la Valdichiana. Etrusca, fra le molte opere d’ogni periodo emergono: il lampadario etrusco detto appunto di "Cortona", uno dei più celebrati bronzi dell’antichità; e la "Musa Polimma", pittura ad encausto d’epoca romana, di straordinaria bellezza.

Nel museo Diocesano, oltre ad opere di Luca Signorelli, il grande pittore rinascimentale nativo di Cortona, si trova una delle più belle "Annunciazione" del Beato Angelico.Notevoli le chiese medioevali di S. Francesco di S. Domenico, il Palazzo Casali medioevale con facciata rinascimentale, le chiese di S. Maria Nuova e di San Niccolò, nelle quali si custodiscono opere d’arte di gran pregio.

Descrizioni e foto raccolte su Internet da più siti dei vari Comuni Umbri e Toscani. Grazie a loro per la collaborazione.

 

Ultima Tappa del nostro Tour.

La tappa di rientro viene semplicemente consigliata, è opportuno però che vengano date le segnalazioni di chi non intende aderire, per ragioni di opportunità e per facilitare il proprio rientro.

Road Book Domenica 28 Aprile 2002

Ora

Località

Km Progressivi
09.00 Cerbara

0

10.30 Dirigiamo verso San Giustino e San Sepolcro qui imboccheremo la (E45) da percorrere fino a Cesena

100

11.00 (E55) Ravenna

130

11.30 (E55) (SS309) Comacchio (Rifornimento)

160

13.00 (E55) (SS309) Bosco Mesola, (SP54) presso ristorante "La Falce" (sosta Pranzo)

185

15.20 Chioggia (E55) (SS309)

235

15.50 Padova (E55) (SS309) a Roncaglia prendiamo in direzione di Ponte di Brenta,

270

17.00 (SS47) direzione Limena Bassano del Grappa (Rifornimento in Valsugana!)

330

350/370

18.30 Trento

410

BUONA STRADA SEMPRE!!

CIAO ALLA PROSSIMA ?